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Piattaforma

Certe cose non bisognerebbe fingere di dimenticarle. Alcuni luoghi di ricordi e memorie che ci segnano profondamente, non devono essere gettati. Senza paura che ciò rappresenti un salto nell'abisso o un perdersi di nuovo. A volte per capire dove tu sia diretta e cosa davvero ti muova, occorre perlustrare attentamente la fossa delle marianne; verificare attentamente i passi precedenti. Soffernarsi su quelli più importanti, senza rimpianti. Nella accurata perlustrazione dei nostri abissi, nulla va gettato. Ogni cosa che oggi fa parte di noi, ci ha cambiati e ci ha permesso di ritrovarci. Restare fermi sarebbe stato certamente guaio ben peggiore. E talvolta il principio del meglio correr che restare in compagnia di un io piuttosto noioso ci regala qualche sorriso tenero.  In effetti tra le cose che reputavi di poter fare diversamente e delle altre fatte davvero per bene, tra errori terribili, vigliaccherie insulse e irripetibili slanci coraggiosi, scorre una vita. 
Imperfetta e incompleta. Sparpagliata e sparigliata. Ma pure sempre una vita degna di tale nome. Probabilmente l'unica davvero possibile.

Mentre tutto cambia inesorabilmente, di nuovo, non senza fatica fisica e mentale, io ricomincio dalla mia Piattaforma. E dal bisogno di scrivere qualcosa che mi ricordi, anche nei periodi più confusi, la mia urgenza di vivere. Perché Piattaforma non è solo un libro, non è solo un blog, e non necessariamente sono io. Ma è una zattera sconfinata che galleggia sull'infinito. Senza sosta.

Pubblicato il 4/9/2011 alle 18.46 nella rubrica Diario.

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